
Che siate venditore o acquirente, questo concetto non vi è indifferente. E sì! Il contratto di vendita, o “promessa di vendita sinallagmatica”, impegna entrambi a concludere la vendita di un bene immobiliare secondo il prezzo concordato, le condizioni di pagamento… Un contratto preliminare, quindi, che implica condizioni, obblighi, ma anche misure da adottare. Qui per saperne di più…
Un documento ad alta valenza giuridica
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La firma di un compromesso equivale a una vendita e impegna irrevocabilmente entrambe le parti. Inoltre, nel caso in cui il proprietario o l’acquirente rinunci alla transazione, è necessario sapere che il tribunale può obbligarlo a farlo richiedendo eventualmente danni. Ma non fatevi prendere dal panico: la legge prevede anche clausole sospensive che consentono di risolvere un impegno e annullare una transazione, ma per motivi specifici.
Cosa può annullare un contratto di vendita
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Il termine di recesso Se siete un acquirente, e qualunque siano le vostre ragioni, avete sette giorni per riesaminare la vostra decisione. Tutto ciò che dovete fare è informare il venditore tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. L’acconto che avete pagato dovrà quindi essere rimborsato integralmente.
La clausola di sospensione per l’ottenimento di un prestito Legalmente, per ogni acquisto immobiliare, la legge Scrivener del 13 luglio 1979 prevede questa clausola sospensiva in ogni compromesso se l’acquirente passa attraverso un finanziamento esterno. In termini semplici, se il prestito viene rifiutato, la vendita sarà annullata. È per questo che è molto importante indicare nel compromesso l’importo del prestito proposto, i tassi d’interesse massimi accettati, la durata del prestito e l’importo della contribuzione. Senza questi chiarimenti, è impossibile per il futuro acquirente far valere questa clausola sospensiva e nulla impedirà al proprietario di contestare l’annullamento e di intentare un’azione legale.
La clausola sospensiva ipotecaria Essa fornisce informazioni sulla questione se la proprietà acquistata sia soggetta a un’ipoteca. Ed è un’informazione importante, sapendo che l’ipoteca è legata a una proprietà e non a una persona. Nel peggiore dei casi, se il precedente proprietario che ha acquisito questa ipoteca diventa insolvente, è contro il nuovo acquirente che il conservatore dell’ipoteca potrebbe rivalersi. Per evitare questa trappola, è preferibile richiedere all’attuale proprietario un “stato” della proprietà in questione.
La clausola sospensiva relativa al certificato di urbanismo Un modo sicuro ed efficace per sapere se il terreno è edificabile o se i parametri adiacenti alla zona e alle altre servitù impongono vincoli in caso di lavori e ampliamenti. Pertanto, nessuna transazione possibile senza questo certificato, disponibile presso il dipartimento di urbanistica del comune in cui si trova il bene in questione.
Altre cose da sapere
A differenza della promessa di vendita, che è a pagamento (circa 125 euro) e deve essere registrata presso i servizi fiscali, il compromesso non richiede spese. Tuttavia, la sua firma è accompagnata da un pagamento dell’acquirente al venditore, dell’ordine del 5 al 10% del prezzo di vendita, una sorta di deposito cauzionale che sarà ovviamente imputato al momento della firma dell’atto notarile. Infine, ultimo punto da ricordare: il compromesso può essere firmato nella sfera privata tra le persone, davanti a un notaio, ma anche con l’aiuto della vostra agenzia.
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